Il suo spirito essenziale e minimalista fuoriesce dal documentario film Passeggiate romane, ma anche dalla poesia al Monumento a Vittorio Emanuele II. Proprio domenica, ho visitato il Vittoriano, provando una sensazione di indefinito fastidio. La struttura imponente e l’imposizione di un simbolo della patria, per il quale vennero rasi al suolo 19200 mq di territorio tra cui abitazioni e numerose strade storiche. La popolazione romana venne spostata in case popolari, usurpata delle proprie radici. Schiena oltraggiosa volta ai Fori imperiali inizia così Zeichen, discarica d’insulti al cattivo gusto. Anche durante il film racconta di come sia un monumento tanto amato dai turisti, ma odiato dai romani. Spettro architettonico, bianco incandescente e poi incolonnava retorica, andrebbe demolito (ripetuto nel fim di Filippo Carli). La poetica originale di Zeichen apre un varco quasi oltraggioso al simbolo della patria, creando un’opinione alternativa, una riflessione importante, grazie a parole usate magistralmente.


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