Valentino Zeichen #8 e il linguaggio crepuscolare

Leggendo la critica letteraria rispetto al linguaggio poetico di Valentino Zeichen e i suoi primi lavori: Area di rigore (1974), viene definito neo crepuscolare. Cos’è il linguaggio “crepuscolare“? Il crepuscolo è il momento del giorno in cui il sole scende e giungono le prime luci della sera, in questo modo la poetica è malinconica e ironica e rappresenta l’amore per le piccole cose.  I principali esponenti del crepuscolarismo sono Guido Gozzano, Corrado Govoni, Marino Moretti. Le loro poesie sono divertenti, riportano ad un linguaggio colloquiale e si leggono una dopo l’altra come mi è capitato con Gozzano (in rete se ne trovano numerose).

Muta, come chi pensa
casi remoti e vani,
mi strinse le due mani
con tenerezza immensa.
E in quella famigliare
mitezza di sorella
forse intravidi quella
che avrei potuto amare.
Guido Gozzano

Corrado Govoni definendo il crepuscolarismo: noi siamo i malinconici rimpianti, le vite tronche, le speranze decadute, gli ideali in esiglio, i sogni vani,
le carezze impossibili, gli amori infranti,
le illusioni che con dei passi incerti di sperdute emigran tristemente verso lidi pallidi e lontani, e verso ciò che non fu mai e che mai non sarà!

Autoritratto di Corrado Govoni (poesia visiva)

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