Nei suoi diari del 1999/00 Zeichen cita Moravia come simbolo del secolo scorso per la letteratura mettendolo in parallelo con Svevo. E si chiede se ci siano scrittori di quel livello e di quella importanza, come fu il neorealismo nella cultura italiana. Tra le altre cose Zeichen sempre sui Diari 1999 difende Moravia da una critica del Sole24Ore rispetto al passato dello scrittore. Cosa fu il Neorealismo per la letteratura italiana? Il Neorealismo nacque come reazione alla passività che gli intellettuali italiani avevano dimostrato durante gli anni del Fascismo. Due i modelli fondamentali: Sartre e Gramsci. I maggiori esponenti del Neorealismo furono: Elio Vittorini, Cesare Pavese, Italo Calvino (solo nel primo periodo), Carlo Levi, Alberto Moravia, Vasco Pratolini, Primo Levi, Ignazio Silone. Altro modello per eccellenza dei Neorealisti fu Giovanni Verga, fautore del Verismo italiano. Verga raccontò in prosa le realtà povere, denunciando il tenore di vita e le disuguaglianze. La struttura del romanzo neorealista fu un intreccio di trama lineare e il narratore onnisciente. Sulla Treccani questa è la definizione di neorealismo: valendosi di una drammatica rappresentazione analitica dell’esistenza umana, l’insofferenza per la vacuità delle convenzioni borghesi e la noia per una vita priva di senso.
Valentino Zeichen #14 e il Neorealismo
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