Valentino Zeichen #38 e Alexander Supertramp

Il percorso iniziato quest’anno e il mantra la Casa del Poeta di Zeichen mi ha condotto nei meandri meravigliosi della poesia e letteratura italiana anche se a volte ho perso quello che Roland Barthes definiva (per la fotografia) il Punctum o punto focale. Lo voglio riprendere per raccontare la Casa di Zeichen e chi ci abitava. Una baracca nel quartiere Flaminio, un luogo estremo, ma coerente rispetto ad un percorso . Il 12 Febbraio nasceva l’anima speciale di Christopher McCandless, Alexander Supertramp che seguì un percorso ancora più estremo, ma similare, narrato nel bellissimo film Into the wild (visto al cinema nel 2007 con qualche lacrima di commozione) scritto e diretto da Sean Penn. Ricordo che il mio migliore amico uscì dalla sala e decise di cambiare letteralmente la sua esistenza. E così fu. Narrato nel libro di Jon Krakauer Nelle terre estreme racconta la storia di un ragazzo che fugge dalla civiltà, cambiando anche nome e cognome in Alexander Supertramp. Il film ebbe la superlativa colonna sonora di Eddie Vedder, chitarra o ukulele e voce. Ecco il Punctum è proprio questo, cosa siamo disposti a perdere per soddisfare il nostro vero Io?

Casa di Valentino Zeichen

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Risposte

  1. “Cosa siamo disposti a perdere per soddisfare il nostro vero Io?”
    Mi verrebbe da rispondere “Tutto”, ma sarebbe una risposta istintiva, non aderente al vero. Non possiamo perdere tutto in favore del “Dio Io”. Possiamo perdere molto, questo sì… ma anche molto è ancora troppo, perché chi sa vivere senza tutte le velleità a cui ormai siamo abituati?
    Forse la risposta è “abbastanza”. Quell’abbastanza che ci permette di continuare la nostra vita e di dare comunque spazio al nostro Io più Io…
    PS: film bellissimo. Mai letto il libro, dovrò rimediare prima o poi…

    1. Non aderente al vero…ma aderente al vero Io.

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